dott. Patrizia Venuti

Una funzione AI può comparire nel gestionale, nel CRM o nella piattaforma HR con un semplice aggiornamento. Prima di attivarla, l’impresa deve capire quali informazioni le affiderà e che cosa prevedono le condizioni del fornitore.


La verifica riguarda dati personali, documenti riservati e informazioni che possono costituire segreti commerciali. Sono tutele diverse: anche un file senza dati personali può contenere prezzi, progetti o materiali ricevuti da un cliente con un vincolo di riservatezza. Occorre poi esaminare l’eventuale uso dei contenuti per migliorare i modelli, la conservazione, i subfornitori, gli accessi e il ruolo del fornitore ai fini privacy.


L’articolo propone un metodo proporzionato per le PMI: stabilire chi può usare la funzione, per quali attività e con quale controllo sui risultati; raccogliere le verifiche in una scheda per ogni strumento; decidere se attivarlo, limitarne l’uso o rinviare. Gli esempi riguardano documentazione tecnica, CRM e software HR, insieme alle regole già applicabili e alle scadenze successive dell’AI Act.


Per le domande da porre al fornitore e gli esempi operativi

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