dott. Patrizia Venuti

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più concretamente nelle attività quotidiane di imprese e studi professionali. Il cambiamento, però, non riguarda necessariamente la sostituzione di intere professioni: più spesso l’AI modifica singoli compiti, riducendo il tempo necessario per svolgere attività ripetitive e operative.

Per le PMI, la questione centrale diventa quindi un’altra: come trasformare il tempo recuperato in un effettivo valore per l’organizzazione?

L’AI modifica le attività prima dei ruoli

Ricerca e raccolta di informazioni, predisposizione di documenti, classificazione dei dati, sintesi e preparazione di comunicazioni sono alcune delle attività nelle quali l’intelligenza artificiale può già consentire significativi risparmi di tempo.

Restano invece centrali le competenze umane quando occorre comprendere il contesto, gestire eccezioni, valutare le conseguenze di una scelta, confrontarsi con clienti e collaboratori o assumersi la responsabilità di una decisione.

Il ruolo delle persone, quindi, non scompare: cambia il peso delle diverse attività che compongono il lavoro.

Risparmiare tempo non significa automaticamente creare valore

Velocizzare un’attività è utile, ma non è sufficiente. Il beneficio reale dipende da come viene utilizzato il tempo liberato dall’AI.

Se viene destinato a migliorare i controlli, approfondire l’analisi dei dati, rafforzare la relazione con il cliente o correggere processi inefficienti, può tradursi in un miglioramento concreto dell’organizzazione.

Al contrario, utilizzare l’intelligenza artificiale senza intervenire su dati disordinati, responsabilità poco chiare o procedure inefficienti rischia semplicemente di rendere più veloce un processo che continua a funzionare male.

Quali competenze diventano più importanti

Con la diffusione dell’AI acquistano maggiore valore le capacità di interpretazione e controllo.

Non basta saper formulare una buona richiesta allo strumento. Occorre conoscere la materia, riconoscere eventuali errori, individuare informazioni mancanti, verificare le fonti e comprendere quando una situazione concreta richiede una valutazione diversa da quella proposta dall’AI.

Diventa quindi particolarmente importante la capacità di integrare conoscenza professionale, comprensione dei processi e utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale.

Da dove può iniziare una PMI

Non è necessario riprogettare immediatamente l’intera organizzazione. Un approccio più concreto consiste nel partire da un’attività circoscritta e ripetitiva, sperimentando l’utilizzo dell’AI e verificandone i risultati.

La valutazione dovrebbe considerare non soltanto i minuti risparmiati, ma anche la qualità del risultato, gli eventuali errori, il tempo necessario per i controlli e l’effettiva utilità del lavoro prodotto.

In questo modo è possibile capire se l’AI sta realmente migliorando il processo oppure se ne sta semplicemente accelerando una parte.

Cosa verificare

Prima di introdurre o ampliare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in azienda è utile:

  • individuare le attività ripetitive che assorbono più tempo;
  • scegliere un processo circoscritto sul quale sperimentare;
  • definire chi deve controllare i risultati prodotti dall’AI;
  • confrontare tempi, qualità ed errori prima e dopo l’introduzione dello strumento;
  • stabilire come utilizzare il tempo recuperato per attività a maggiore valore;
  • condividere le modalità di utilizzo efficaci all’interno dell’organizzazione.

L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente fare più velocemente le stesse cose, ma utilizzare l’AI per migliorare la qualità del lavoro e l’organizzazione dell’impresa.

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L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità concreta anche per le PMI, purché la sua introduzione sia accompagnata da una riflessione sui processi, sulle competenze e sulle responsabilità. Lo Studio è a disposizione per supportare le imprese nella valutazione delle possibili applicazioni dell’AI e nell’organizzazione dei relativi processi di lavoro.

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