dott. Veronica Panigutti

Con l’entrata in vigore della nuova disciplina fiscale degli Enti del Terzo Settore, il test di non commercialità non può più essere considerato una verifica da affrontare solo a fine esercizio. La normativa richiede un monitoraggio costante delle attività svolte e una gestione amministrativa più consapevole durante tutto l’anno. Prepararsi per tempo consente di affrontare il test con maggiore serenità e di migliorare l’organizzazione dell’ente.

Le principali novità

Mappare correttamente le attività dell’ente

Il primo passo consiste nell’analizzare con precisione tutte le attività svolte dall’ETS: attività di interesse generale, raccolte fondi, attività diverse e iniziative occasionali. Una mappatura aggiornata permette di comprendere come si formano ricavi e costi e rappresenta la base per una corretta applicazione del test.

Attribuire correttamente costi e ricavi

Uno degli aspetti più delicati riguarda la ripartizione dei costi comuni, come affitti, utenze, personale amministrativo e software gestionali. È importante adottare criteri di attribuzione coerenti, ragionevoli e documentabili, in grado di rappresentare fedelmente il funzionamento dell’ente ed essere giustificati in caso di controlli.

Monitorare l’andamento durante l’anno

Attendere la chiusura del bilancio per verificare il rapporto tra ricavi e costi può far emergere criticità quando non è più possibile intervenire. Un monitoraggio periodico, anche attraverso semplici prospetti di controllo, consente agli amministratori di valutare tempestivamente eventuali correttivi e gestire l’ente con maggiore consapevolezza.

Documentare le scelte organizzative

Oltre ai dati contabili, è fondamentale conservare la documentazione che supporta le decisioni adottate: criteri di ripartizione dei costi, prospetti di calcolo, verbali degli organi sociali e ogni altro elemento utile a ricostruire il percorso decisionale. Una documentazione ordinata rende la gestione più trasparente e facilita eventuali verifiche.

Un’opportunità per migliorare la gestione dell’ETS

Il test di non commercialità può diventare uno strumento per rafforzare l’organizzazione amministrativa dell’ente. Le informazioni raccolte e i controlli predisposti risultano infatti utili anche per la redazione del bilancio, la rendicontazione dei contributi pubblici, la partecipazione ai bandi e i rapporti con revisori e pubbliche amministrazioni.

Cosa fare ora / Cosa verificare

  • Effettuare una mappatura aggiornata di tutte le attività svolte dall’ente.
  • Definire criteri oggettivi e documentabili per la ripartizione dei costi comuni.
  • Predisporre strumenti di monitoraggio periodico di costi e ricavi.
  • Conservare la documentazione che giustifica le scelte organizzative e contabili.
  • Verificare periodicamente, insieme al proprio consulente, l’andamento del test di non commercialità.

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Per valutare l’impatto delle nuove regole sulla gestione del vostro Ente del Terzo Settore e ricevere assistenza nell’organizzazione amministrativa e fiscale, il nostro Studio è a disposizione per ogni chiarimento.

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