dott. Veronica Panigutti
La Circolare n. 1/E del 19 febbraio 2026 fornisce importanti indicazioni operative sul test di non commercialità previsto dall’art. 79 del Codice del Terzo Settore. I chiarimenti riguardano in particolare la soglia di tolleranza del 6% e le modalità di applicazione del test quando un ente svolge più attività di interesse generale. Si tratta di aspetti rilevanti per tutti gli ETS chiamati a verificare il mantenimento della propria qualifica fiscale.
Le principali novità
La soglia del 6% non è un obiettivo da raggiungere
Il Codice del Terzo Settore prevede che un’attività di interesse generale possa mantenere la natura non commerciale anche quando i ricavi superano i costi, purché l’eccedenza non superi il 6% e la situazione non si ripeta per più di tre esercizi consecutivi.
La Circolare chiarisce che questa previsione rappresenta una clausola di salvaguardia pensata per gestire normali oscillazioni economiche e non un margine di profitto da perseguire deliberatamente. La soglia serve infatti a evitare che variazioni temporanee nei ricavi o nei costi possano compromettere automaticamente la qualificazione fiscale dell’attività.
Quando il test può essere effettuato in modo unitario
Molti ETS svolgono contemporaneamente diverse attività di interesse generale. In questi casi la Circolare precisa che il test può essere effettuato in modo unitario quando le attività sono strettamente integrate tra loro e condividono risorse organizzative come personale, sedi, strumenti e costi generali.
L’analisi deve essere svolta considerando l’effettiva organizzazione dell’ente e non solo aspetti formali. Questo richiede una valutazione concreta delle modalità con cui le attività vengono gestite nella pratica quotidiana.
Quando è necessario effettuare test separati
Se le diverse attività presentano autonomia organizzativa e funzionale e non condividono elementi significativi di integrazione, il test di non commercialità dovrà essere effettuato separatamente per ciascuna attività.
Questa distinzione assume particolare importanza per gli enti che sviluppano progetti differenti o operano in ambiti molto diversi tra loro, poiché può influire direttamente sulla verifica dei requisiti fiscali previsti dal Codice del Terzo Settore.
La semplificazione per gli ETS di minori dimensioni
Per gli enti con entrate complessive non superiori a 300.000 euro è prevista una significativa semplificazione. In questi casi le attività di interesse generale possono essere considerate unitariamente ai fini del test, indipendentemente dal loro grado di omogeneità.
La misura riduce gli adempimenti amministrativi per molti ETS di piccole dimensioni, pur mantenendo l’esigenza di una corretta gestione contabile e documentale.
Cosa fare ora / Cosa verificare
- Verificare periodicamente il rapporto tra ricavi e costi delle attività di interesse generale.
- Evitare di considerare la soglia del 6% come un obiettivo gestionale o un margine di riferimento.
- Analizzare il grado di integrazione tra le diverse attività svolte dall’ente.
- Valutare se il test di non commercialità debba essere effettuato in forma unitaria o separata.
- Mantenere una contabilità ordinata e una documentazione che giustifichi le scelte organizzative adottate.
- Verificare l’eventuale applicazione della semplificazione prevista per gli enti con entrate inferiori a 300.000 euro.
👉 consulta la circolare completa in formato PDF
Per valutare correttamente l’impatto delle nuove indicazioni sulla situazione del proprio Ente del Terzo Settore e ricevere assistenza nell’applicazione del test di non commercialità, è possibile contattare il nostro studio. Saremo a disposizione per supportare gli enti nell’analisi organizzativa, contabile e fiscale richiesta dalla nuova disciplina.
Dot.Com Srl Stp
Via Isonzo 11/B – 33033 Codroipo (UD)
Tel. 0432 877563
Mail: info@dotcomsrl.it
www.dotcomsrl.it

