È stato introdotto un nuovo sistema di indicatori di affidabilità contributiva, pensato per rafforzare i controlli sulle posizioni previdenziali delle imprese.
La misura nasce da un decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia e delle Finanze e si basa sull’incrocio tra dati fiscali e dati contributivi presenti negli archivi pubblici.
L’obiettivo è individuare eventuali incoerenze tra l’attività economica dichiarata e la struttura occupazionale dell’impresa, consentendo alle amministrazioni di effettuare un’analisi preventiva del rischio ispettivo. In una prima fase il sistema sarà applicato in via sperimentale in alcuni settori economici.
Le principali novità
Analisi preventiva del rischio ispettivo
Il nuovo sistema introduce indicatori statistici che permettono alle amministrazioni di analizzare il rischio di irregolarità contributiva prima dell’avvio di eventuali controlli.
L’analisi avviene confrontando:
- i dati fiscali ed economici dichiarati dalle imprese
- le informazioni contributive e occupazionali presenti negli archivi INPS
Questo confronto consente di individuare situazioni potenzialmente anomale, come ad esempio incoerenze tra volume di attività e numero di lavoratori impiegati.
Indicatori costruiti su base settoriale
Gli indicatori sono elaborati sulla base di parametri medi di settore, permettendo di confrontare la posizione della singola impresa con quella delle altre realtà che operano nello stesso comparto.
Tra gli elementi presi in considerazione rientrano, ad esempio:
- presenza o assenza di dipendenti nei dati fiscali e negli archivi INPS
- costo del personale e numero di addetti
- valore dei beni strumentali per lavoratore
- incidenza del lavoro part-time, stagionale o a tempo determinato
- presenza di apprendisti o collaboratori
- numero medio di presenze e consistenza complessiva della forza lavoro.
Settori interessati nella fase sperimentale
Nella fase iniziale il sistema sarà applicato in via sperimentale in alcuni comparti caratterizzati da forte variabilità della forza lavoro, in particolare:
- commercio alimentare all’ingrosso
- servizi alberghieri ed extra-alberghieri.
L’obiettivo è testare l’efficacia degli indicatori in settori dove le dinamiche occupazionali sono più complesse.
Comunicazioni di anomalia e possibili controlli
Se dall’analisi emergono scostamenti significativi rispetto ai parametri del settore, l’INPS può inviare all’impresa una comunicazione preventiva di anomalia.
Questa comunicazione consente all’azienda di:
- verificare la propria posizione contributiva
- valutare eventuali errori o incongruenze
- procedere alla regolarizzazione spontanea.
In caso di anomalie persistenti, la posizione dell’impresa può essere segnalata al Ministero del Lavoro e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con possibile inserimento tra le priorità delle attività ispettive.
Cosa fare ora / Cosa verificare
Le imprese dovrebbero:
- verificare la coerenza tra dati fiscali dichiarati e dati contributivi presenti negli archivi INPS
- controllare la corretta indicazione del numero di addetti e delle tipologie contrattuali
- monitorare eventuali scostamenti rispetto ai parametri medi del settore
- valutare eventuali interventi di regolarizzazione o adeguamento dei dati.
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