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	<title>Test commercialità &#8211; DOT.COM SRL STP</title>
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	<description>Servizi amministrativi &#38; contabili</description>
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		<title>Il test di non commercialità degli ETS: una sfida che parte dall’organizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Venuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:26:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETS]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo 79 CTS]]></category>
		<category><![CDATA[Codice terzo settore]]></category>
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		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
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					<description><![CDATA[dott.ssa Veronica Panigutti Dal 1° gennaio 2026 gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS sono entrati nel nuovo regime fiscale previsto dal Codice del Terzo Settore. Tra le novità più rilevanti vi è il cosiddetto “test di non commercialità”, uno strumento che determina quando le attività di interesse generale possono essere considerate fiscalmente non&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>dott.ssa Veronica Panigutti</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1° gennaio 2026 gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS sono entrati nel nuovo regime fiscale previsto dal Codice del Terzo Settore. Tra le novità più rilevanti vi è il cosiddetto “test di non commercialità”, uno strumento che determina quando le attività di interesse generale possono essere considerate fiscalmente non commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un cambiamento importante perché non riguarda soltanto gli aspetti fiscali, ma impone agli enti una maggiore attenzione all’organizzazione amministrativa e alla raccolta delle informazioni economiche durante l’intero esercizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le principali novità</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Cambia il criterio di valutazione delle attività</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In passato la distinzione tra attività commerciali e non commerciali era spesso legata principalmente alla tipologia di attività svolta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il nuovo impianto normativo, l’attenzione si sposta invece sul modo in cui l’attività viene esercitata e sul rapporto tra i proventi ottenuti e i costi sostenuti per realizzarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli ETS non è quindi sufficiente svolgere attività di interesse generale: occorre anche verificare che tali attività rispettino le condizioni previste dalla disciplina fiscale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il test di non commercialità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il test prevede il confronto tra:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i corrispettivi e gli altri proventi direttamente collegati all’attività;</li>



<li>i costi diretti e indiretti imputabili alla stessa attività.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i proventi da considerare rientrano non solo le somme versate dagli utenti, ma anche contributi pubblici, convenzioni e altri ricavi direttamente collegati allo svolgimento dell’attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è verificare, attraverso dati economici concreti e documentati, se l’attività mantiene i requisiti per essere considerata non commerciale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un controllo che richiede programmazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più delicati riguarda la raccolta delle informazioni necessarie per effettuare il test.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La corretta attribuzione di costi e ricavi alle diverse attività richiede infatti procedure amministrative adeguate e una gestione costante dei dati durante l’anno. Attendere la chiusura del bilancio per effettuare le verifiche può rendere più complessa la ricostruzione delle informazioni e aumentare il rischio di errori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo il test dovrebbe essere considerato uno strumento di monitoraggio continuo e non un semplice adempimento di fine esercizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’opportunità per migliorare la gestione dell’ente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova disciplina rappresenta anche un’occasione per rafforzare l’organizzazione interna degli ETS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Integrare contabilità, documentazione dei progetti, registri delle attività e rendicontazioni consente non solo di rispettare gli obblighi fiscali, ma anche di disporre di informazioni più complete per programmare le attività e supportare le decisioni degli amministratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva, il test di non commercialità può diventare uno strumento utile per verificare la coerenza tra la missione dell’ente e la sua gestione economica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa fare ora / Cosa verificare</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Verificare che la struttura amministrativa sia in grado di distinguere correttamente costi e ricavi delle diverse attività.</li>



<li>Organizzare la raccolta dei dati economici durante l’anno e non soltanto a fine esercizio.</li>



<li>Monitorare i proventi derivanti da contributi, convenzioni e altre entrate collegate alle attività svolte.</li>



<li>Valutare l’adeguatezza dei processi interni rispetto ai nuovi obblighi previsti dal Codice del Terzo Settore.</li>



<li>Pianificare controlli periodici per verificare il mantenimento dei requisiti di non commercialità.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Approfondimenti in arrivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi approfondimenti analizzeremo alcuni aspetti particolarmente rilevanti per gli ETS, tra cui la soglia di tolleranza del 6% e i criteri per determinare quando il test può essere effettuato in modo unitario oppure separatamente per le diverse attività dell’ente.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.dotcomsrl.it/wp-content/uploads/2026/07/17_2026_Il_test_di_non_commercialita_degli_ETS.pdf"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> consulta la circolare completa in formato PDF</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per valutare gli effetti delle nuove regole sulla realtà del vostro Ente del Terzo Settore e ricevere supporto nell’organizzazione amministrativa e fiscale, il nostro Studio resta a disposizione per ogni chiarimento e assistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dot.Com Srl Stp<br>Via Isonzo 11/B – 33033 Codroipo (UD)<br>Tel. 0432 877563<br>Mail: info@dotcomsrl.it<br>www.dotcomsrl.it</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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