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Dal 1° gennaio 2026 cambiano in modo significativo le regole sul versamento del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) al Fondo di Tesoreria INPS. La Legge di Bilancio 2026 introduce un nuovo criterio basato sulle dimensioni aziendali effettive, superando il sistema “cristallizzato” in vigore da quasi vent’anni. La novità è particolarmente rilevante per le imprese in crescita, che potrebbero entrare nell’obbligo per la prima volta.


L’obbligo diventa dinamico

Dal 2026 non conta più la situazione dell’azienda nel 2006 o nel primo anno di attività. L’obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS scatta in base al numero medio di dipendenti effettivamente raggiunto.
Sono coinvolte tutte le aziende che superano determinate soglie dimensionali, indipendentemente dalla loro data di costituzione.


Le nuove soglie dimensionali

La normativa prevede un abbassamento progressivo delle soglie:

  • 2026–2027: obbligo per aziende con più di 60 dipendenti
  • 2028–2031: obbligo per aziende con più di 50 dipendenti
  • Dal 2032: obbligo per aziende con più di 40 dipendenti

La verifica avviene sulla base della media annuale dei dipendenti dell’anno precedente. Se la soglia viene superata entro il 31 dicembre, l’obbligo decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo.


Una volta entrati, non si esce

L’adesione al Fondo di Tesoreria è definitiva. Anche se in futuro l’organico dovesse ridursi al di sotto della soglia, l’azienda continuerà a versare il TFR maturando all’INPS. Questo aspetto rende fondamentale una valutazione attenta delle politiche di crescita e di assunzione.


Quali lavoratori contano nel calcolo

Nel computo dei dipendenti rientrano tutti i lavoratori subordinati:

  • tempo indeterminato e determinato
  • apprendisti
  • lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto

I lavoratori part-time sono considerati in proporzione all’orario di lavoro.


Impatto finanziario per le imprese

Dal momento in cui scatta l’obbligo, il TFR dei dipendenti che non hanno aderito alla previdenza complementare non rimane più in azienda ma viene versato mensilmente all’INPS tramite modello F24.
Questo comporta una nuova uscita di cassa mensile, con effetti diretti sulla gestione della liquidità e sulla pianificazione finanziaria.


Cosa fare ora

  • verificare il numero medio di dipendenti registrato nel 2025
  • controllare se la soglia dei 60 dipendenti è già stata superata
  • pianificare l’impatto dei versamenti mensili di TFR sulla liquidità
  • aggiornare il budget e il piano finanziario 2026
  • confrontarsi con il consulente del lavoro per verificare procedure e adempimenti
  • valutare con attenzione eventuali nuove assunzioni che potrebbero far scattare l’obbligo

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