dott. Lorenza Panigutti
Dal 1° luglio 2026 sono entrate in vigore nuove regole sulla destinazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per i lavoratori dipendenti del settore privato. La principale novità è la riduzione del termine entro il quale il lavoratore deve esprimere la propria scelta: si passa da sei mesi a soli 60 giorni. Il cambiamento interessa sia i lavoratori sia i datori di lavoro, che dovranno raccogliere tempestivamente le informazioni necessarie per gestire correttamente il TFR fin dall’assunzione.
Le principali novità
Ridotto a 60 giorni il termine per scegliere la destinazione del TFR
Per i lavoratori alla prima assunzione nel settore privato, il termine per decidere come destinare il TFR maturando è ora di 60 giorni dalla data di assunzione.
Entro questo periodo il dipendente può:
- aderire a un fondo di previdenza complementare;
- mantenere il TFR presso il datore di lavoro secondo il regime ordinario;
- non effettuare alcuna scelta.
In assenza di una decisione espressa, allo scadere dei 60 giorni il TFR viene automaticamente destinato alla previdenza complementare.
La situazione cambia in base alla storia previdenziale del lavoratore
Le nuove regole non sono uguali per tutti i neoassunti. È infatti necessario verificare quale destinazione fosse stata data al TFR nei precedenti rapporti di lavoro.
Ad esempio:
- chi aveva già aderito a un fondo pensione continuerà a destinare il TFR alla previdenza complementare anche nel nuovo rapporto di lavoro;
- chi aveva mantenuto il TFR presso il datore di lavoro può confermare tale scelta oppure aderire a un fondo pensione;
- chi ha riscattato integralmente la precedente posizione previdenziale può scegliere nuovamente tra previdenza complementare e regime ordinario.
Per questo motivo diventa fondamentale acquisire una dichiarazione completa sulla situazione previdenziale del lavoratore già al momento dell’assunzione.
Maggiore attenzione per le imprese
La riduzione dei termini rende ancora più importante una corretta gestione delle procedure di assunzione.
Il datore di lavoro dovrà verificare tempestivamente:
- se si tratta della prima occupazione del dipendente nel settore privato;
- quale fosse la precedente destinazione del TFR;
- quale disciplina applicare in base alla situazione del lavoratore.
Una raccolta incompleta delle informazioni può comportare errori nella gestione del TFR e delle successive elaborazioni delle buste paga.
Cosa fare ora / Cosa verificare
- Verificare le assunzioni effettuate dal 1° luglio 2026.
- Raccogliere la dichiarazione del lavoratore sulla precedente destinazione del TFR.
- Informare il dipendente della nuova scadenza di 60 giorni per effettuare la scelta.
- Aggiornare le procedure interne di assunzione e coordinare le attività con il consulente del lavoro e l’ufficio paghe.
Per approfondire
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